Destinazione oratorio: realizzare il sogno dei bambini

Palloncini che volano in cielo

In tante parrocchie e circoli-oratori NOI siamo alle soglie del Grest 2018: appena terminate le scuole, parte l’ennesima avventura estiva che coinvolge, nella nostra Diocesi, migliaia di adulti, giovani e bambini che desiderano fare comunità, mettersi insieme per valorizzare il loro tempo libero e i rispettivi talenti. In uno dei tanti corsi/incontri di formazione che i consiglieri del direttivo stanno portando avanti in questo periodo, la domanda che sorge spontanea è sempre la stessa: come far incontrare generazioni differenti? Quali sono gli strumenti che gli adulti possono usare per parlare ai giovani e per continuare a educare i bambini?

Per dare due possibili risposte, prendiamo spunto da una riflessione pubblicata da un oratorio lombardo e da un articolo del Segretario di NOI Verona, Tarcisio Verdari.

“Sogno un oratorio, Signore – scrivono in un oratorio lombardo per presentare il Grest 2018 – aperto a tutti, con uno spazio grande e tanti amici con cui giocare, discutere e lavorare. Vorrei vedere sul volto di sacerdoti, catechisti ed educatori la gioia di essere tuoi portavoce e testimoni. Sogno un gruppo di amici che sappiano sorridere, ma anche rimboccarsi le maniche. Un oratorio con le urla, la musica, i giochi e le risate di tante persone che nell’allegria cercano e trovano quel loro Dio che li chiama e propone loro una ricetta tutta speciale per riuscire nella vita”. Il sogno di un bambino, di un ragazzo, è ciò che siamo chiamati a realizzare!

“La santità ha a che fare con la gioia – scrive su Avvenire il segretario di NOI Verona Tarcisio Verdari – e fin dal primo documento Evangelii Gaudium, il Papa ha punzecchiato i cristiani «quaresimali», senza Pasqua, intrigati nella «psicologia della tomba» che li mummifica. «Un cristiano senza gioia o non è cristiano o è ammalato», ha detto il Papa. La chiamata alla santità corrisponde propriamente al donarsi agli altri, per gli altri, al prossimo. Se prossimo vuol dire il più vicino, il donarci il nostro amore è destinato a familiari, amici, vicini di casa, compagni di banco, di lavoro, di squadra, di strada. Il Papa nulla dice alle associazioni: si rivolge alle persone e, tra queste, a volontari e animatori degli oratori NOI, ma anche ai tesserati: ce n’è per tutti, il «dovere» della santità – se la santità si misura sull’amore del prossimo – probabilmente in oratorio trova momenti e spazi assolutamente adeguati, se non addirittura privilegiati.”

Santità e gioia: ecco i due principali ingredienti da concretizzare nel nostro quotidiano che si chiama lavoro, famiglia, scuola, parrocchia, oratorio, Grest, se vogliamo essere significativi e testimoni non solo a parole. E allora, cari volontari, animatori di oratorio, in questa estate che si sta aprendo, vi auguriamo buon lavoro senza mai scordare il sorriso e, visto che stiamo vivendo il mese di maggio e siamo chiamati alla santità, affidiamo noi e il nostro impegno all’intercessione di Maria!